Dipartimento

Il percorso riabilitativo

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L'organizzazione del Dipartimento permette alle persone con disabilità neurologiche di avere una completa risposta clinico-riabilitativa fin dall'evento acuto. L'ospedale di Foligno accoglie persone con Ictus fin dalla fase acuta. I pazienti vengono trattati da subito con trombolisi se indicato o comunque con tutti i più moderni approcci.  Anche persone in coma vengono ricoverate nella sezione della riabilitazione delle persone con grave cerebrolesione acquisita (Unità di Risveglio).

Da subito i pazienti vengono presi in carico dal team riabilitativo composto da Neurologi, Fisiatri, Fisioterapisti, Logopedisti. Viene effettuato il trattamento riabilitativo intensivo. Quando il paziente è stabilizzato viene trasferito all'Ospedale di Trevi per continuare la riabilitazione intensiva e accompagnare e completare il recupero. L'ospedale di Cascia accoglie pazienti con una condizione stabilizzate che sono sottoposti ad un trattamento riabilitativo più a lungo termine.

Tutti gli ospedali della ASL sono pubblici e quindi convenzionati con il SSN.

la riabilitazione in Ospedale

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Per ottenere il miglior recupero è importante iniziare la riabilitazione prima possibile dopo l’inizio della malattia. A questo scopo sono stati sviluppati servizi sia presso l’ospedale di Foligno che presso l’ospedale di Spoleto specializzati per la fase acuta della malattia e presso gli ospedali di Trevi e Cascia specializzati, invece, per la riabilitazione.

La riabilitazione nella ASL3

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Quando una persona è colpita da qualunque malattia può ritornare alla propria vita guarita dopo un adeguato trattamento medico. Purtroppo non sempre questo accade e la malattia lascia delle conseguenze che limitano la capacità di fare le normali cose della vita quotidiana. Quando questo accade è necessario l’intervento riabilitativo che ha lo scopo di permettere il miglior recupero possibile della capacità di essere autonomo nelle attività quotidiana.

Contrariamente a quanto si pensa, la riabilitazione non è solo ginnastica mirata al recupero della forza muscolare ma un intervento complesso al quale partecipa il medico specializzato (Fisiatra), il fisioterapista che si occupa principalmente del recupero del movimento, il logopedista che si occupa del recupero della linguaggio e, quindi, della capacità di parlare, di ricordare le cose, di stare attenti. Anche gli infermieri sono importanti per facilitare il recupero attraverso un intervento specializzato che aiuta la persona a ritornare a fare le cose da sola. In questo è importante anche il terapista occupazionale che rieduca la persona alle normali attività quotidiane e lo psicologo a sostegno della persona malata, delle famiglie e degli operatori.

In definitiva, la riabilitazione moderna, ha lo scopo di facilitare il recupero della persona alle attività quotidiane e alla partecipazione sociale.

Per fare questo occorre organizzare una rete di intervento per le varie fasi del recupero della persona. Questa rete deve essere strettamente integrata con i servizi socio-sanitari e socio-assistenziali

Riabilitazione Gravi Cerebrolesioni Cerebrali

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La riabilitazione delle persone con trauma cranico e comi di altra natura avviene presso l'ospedale di Foligno per la fase precoce e presso l'ospedale di Trevi per la fase riabilitativa più prolungata

Unità Gravi Cerebrolesioni Acquisite

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L'Unità per le Gravi Cerebrolesioni acquisite è finalizzata alla presa in carico di pazienti affetti da esiti di gravi cerebrolesioni acquisite (di origine traumatica o di altra natura), caratterizzata nell’ evoluzione clinica da un periodo di coma più o meno protratto e dal coesistere di gravi menomazioni fisiche, cognitive e comportamentali che possono determinare disabilità multiple e complesse e che necessitano di interventi valutativi e/o terapeutici non erogabili in strutture di riabilitazione intensiva.

Attraverso l'intervento sui danni secondari e sulle menomazioni si pone l’obiettivo del raggiungimento del massimo livello funzionale e dei migliori livelli di reinserimento sociale e di qualità della vita consentiti dalla lesione, in rapporto alla fase clinica in cui si trova il paziente.

Essa deve garantire l'unitarietà d'intervento tramite la connessione funzionale ai Dipartimenti di emergenza.

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